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“Siesta” che ti passa.

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Ai nostri occhi la famosa “siesta” spagnola appare come un fenomeno culturale ozioso, ma molti di noi forse non conoscono le ragioni e la storia di questa piacevole abitudine iberica.

L’etimologia della parola siesta ci rimanda alla parola latina “sixta”, ovvero “la sesta ora del giorno”, che per i romani corrispondeva approssimativamente al mezzogiorno, l’ora più calda della giornata. Sono, infatti, i fattori climatici estivi a stimolare questo riposino diurno, soprattutto nei territori con fasce climatiche più torride come il sud della Spagna. In certi casi, l’ora della siesta è anche un momento di piacevole convivialità che prosegue dopo il “leggero” pranzo spagnolo, la cui digestione non è certamente aiutata dal caldo pomeridiano.

Il clima soffocante peninsulare, in certi casi, può essere causa di malori. È per questo motivo che il sindaco del comune valenciano di Ador, la cui economia è basata sull’agricoltura, ha imposto lo scorso anno un’ordinanza che impone la siesta dalle 14 alle 17 a tutti i concittadini.

Non tutte le sieste, però, sono uguali. Ne esistono infatti di tre tipi: la Siesta relámpago, che dura meno di cinque minuti e serve a ridurre lo stress e ad aumentare il livello di energia vitale; la Siesta relax, che dura tra i cinque e i trenta minuti (è la più praticata e si può fare sia da seduti sia da sdraiati); infine, la Siesta regia, di trenta minuti o più (molto efficace se si è stanchi per il cambio di fuso orario dovuto a viaggi internazionali).

Una pratica molto interessante per ridurre il proprio stress quotidiano!

12 Mag, 16