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Integrare intelligenza artificiale e traduzione: il post-editing

STUDIO TRE ha sviluppato una metodologia di lavoro che permette di integrare la Machine Translation nel processo di traduzione e, grazie al post-editing, garantisce contenuti di qualità e riservatezza dei dati.

«La traduzione la faccio con Google Translate così faccio prima e risparmio».

È un’affermazione che chiunque debba comunicare con clienti e fornitori stranieri nel suo lavoro quotidiano ha pensato almeno una volta nella vita, una frase che riassume un’esigenza comune a tutte le aziende: tradurre grandi volumi di testi risparmiando tempo e denaro rispettando il tono di voce e l’identità del brand in un mondo sovraccarico di contenuti e in cui il time market deve essere sempre più tempestivo.

La tecnologia applicata ai servizi di traduzione, come ad esempio la Machine Translation, può essere uno strumento strategico quando il tempo stringe e il budget è limitato, ma solo se viene combinata con la competenza del traduttore in carne e ossa.

La traduzione automatica, infatti, senza un intervento di post-editing non è in grado di produrre testi di qualità e, se utilizzata nel modo sbagliato, può trasformarsi in un boomerang pericoloso che inciderà inevitabilmente e in modo negativo sulla brand identity e sul fatturato della propria azienda.

In questo articolo andremo alla scoperta delle potenzialità della traduzione automatica, dei suoi limiti e dei possibili campi di applicazione.

Machine Translation e post-editing: partiamo dalle definizioni

Prima di entrare nel merito di cosa può o non può fare la traduzione automatica, partiamo da due definizioni fondamentali.

  • Machine Translation (MT o traduzione automatica): è il processo attraverso cui un software analizza e traduce un testo senza l’intervento umano, da non confondere con la Computer Assisted Translation, ossia quando una persona (il traduttore) traduce utilizzando appositi strumenti di gestione, i CAT Tool
  • Post-editing (o post-revisione): è il processo di revisione e ottimizzazione dei testi tradotti da un motore di traduzione automatica.


Perché quando si parla di Machine Translation è importante parlare anche di post-editing? Perché al momento, per quanto la tecnologia abbia fatto numerosi passi avanti, la traduzione automatica ha ancora un grande limite: nessun sistema di MT è in grado di fornire la stessa qualità di un traduttore umano.

La lingua umana, infatti, è per sua natura ambigua: spesso una parola o una frase acquisisce un significato diverso a seconda del contesto e la macchina, anche la più evoluta, non è in grado di distinguere i diversi contesti e soprattutto di conoscere nello specifico le esigenze del cliente: per questo motivo, quando si decide di procedere con la traduzione automatica è fondamentale che l’output della traduzione venga sempre verificato ed elaborato dal post-editor.

Vantaggi e limiti della traduzione automatica

Il vantaggio che offre un sistema di traduzione automatica è lapalissiano: risparmio di tempo e abbattimento dei costi grazie a una maggiore velocità di esecuzione.

Non bisogna, però, trascurare i suoi limiti; conoscendoli, è possibile evitare che il testo tradotto sia poco preciso, errato o non localizzato correttamente a livello culturale e fare in modo che la MT sia uno strumento che in specifici contesti può supportare il lavoro del traduttore umano.

Quali sono questi limiti?

  • La MT non è idonea per tutte le combinazioni linguistiche; in linea generale la traduzione automatica è consigliata per testi in cui lingua sorgente e lingua target hanno strutture grammaticali simili.
  • La MT non è applicabile a tutte le tipologie di testo: più il linguaggio è semplice, chiaro e diretto, più il software è in grado di restituire un buon risultato. I migliori candidati per la traduzione automatica sono testi ripetitivi (ad esempio le istruzioni d’uso), mentre i peggiori candidati sono i contenuti creativi (ad esempio i testi tipici del marketing) ricchi di espressioni idiomatiche e sfumature di significato per cui, invece, è necessario un lavoro di transcreazione o copywriting.

Traduzione automatica e post-editing: i campi di applicazione

Documentazione tecnica

La documentazione tecnica ha una grande responsabilità: deve riassumere in modo chiaro tutte le informazioni per il corretto utilizzo e funzionamento di un macchinario. Va da sé che un manuale d’uso e manutenzione tradotto non può contenere errori perché anche una minima inesattezza potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza di chi utilizza quel determinato macchinario.

Quando entriamo nell’ambito della manualistica, oltre all’ambiguità che naturalmente caratterizza la lingua, ci troviamo spesso di fronte a testi caratterizzati da frasi lunghe e complesse, da un mix di linguaggio tecnico e forme colloquiali e dalla presenza di termini che provengono da diverse lingue.

Questo accade perché chi scrive questo tipo di documentazione all’interno dell’azienda non ha una formazione specifica come comunicatore tecnico e non segue degli standard per la redazione dei testi.

È quindi possibile applicare la traduzione automatica e il post-editing alla documentazione tecnica? Sì, è possibile se:

  • Il testo di partenza è scritto da comunicatori tecnici che nella redazione seguono specifiche regole linguistiche e creano testi coerenti, comprensibili e il più possibile privi di ambiguità.
  • Se si fornisce al post-editor il testo di partenza che permette di chiarire qualsiasi dubbio a livello di contenuto ed eventuali guide di stile per gli aspetti linguistici, stilistici e formali.
  • Il post-editor, oltre a conoscere molto bene la lingua di partenza e di arrivo, ha una specializzazione verticale sulla documentazione tecnica.

Documentazione brevettuale

La documentazione brevettuale è caratterizzata da un lessico tecnico, uno stile asciutto e impersonale e numerose ripetizioni; in particolare la domanda di brevetto:

  • ha un linguaggio molto pragmatico (il suo obiettivo è descrivere in modo chiaro lo scopo dell’invenzione a una commissione di tecnici) e, quindi, riduce al minimo eventuali problemi di interpretazione;
  • ha una struttura ben definita e la sintassi utilizzata è piuttosto rigida e lineare;
  • per garantire il valore legale della domanda di brevetto, ci deve essere una corrispondenza 1:1 tra il testo sorgente e il testo tradotto, errori compresi.

 

Tutte queste caratteristiche rendono la documentazione brevettuale una buona candidata per un approccio di traduzione che combina l’uso dei CAT Tool (e quindi della competenza del traduttore umano) e della Machine Translation.

Il post editor dovrà, però, porre attenzione alla traduzione di quelle parti di testo più creative che possono esserci quando la documentazione è caratterizzata anche dalla presenza di alcuni neologismi poiché il brevetto riguarda invenzioni particolarmente innovative.

E-commerce

All’interno di un e-commerce ci sono diverse sezioni, ciascuna delle quali ha una funzione e un obiettivo differente all’interno del processo di vendita:

  • le pagine istituzionali che raccontano il brand, la sua mission, i suoi valori;
  • le schede prodotto (nomi e descrizioni);
  • le pagine dedicate alle policy (cookie e privacy) e agli aspetti legali inerenti la vendita.


In ognuna di queste sezioni sono presenti call to action e messaggi di sistema che guidano l’utente in ogni fase del customer journey.

Quali di questi contenuti possono essere tradotti integrando la Machine Translation?

  • Le schede prodotto che sono testi ridondanti e ripetitivi con una struttura fissa e definita, a patto che non siano scritte con un linguaggio estremamente creativo ed emozionale.
  • I messaggi di sistema e le chiamate all’azione (ad esempio “Aggiungi al carello”, “Scegli il metodo di pagamento”, “Traccia il mio pacco”, ecc…) che solitamente seguono uno standard che non lascia spazio a dubbi a livello di interpretazione.

Post-editing: l’approccio di STUDIO TRE

L’evoluzione tecnologica è uno dei driver principali che guida il team di STUDIO TRE nel lavoro quotidiano: negli ultimi anni abbiamo testato e sviluppato una metodologia di lavoro che ci ha permesso di integrare la Machine Translation nel processo di traduzione (dove possibile) con l’obiettivo di garantire ai nostri clienti traduzioni di qualità anche in progetti con tempistiche molto strette e/o budget limitatissimi.

È fondamentale ricordare che non esiste una soluzione unica valida per tutti i progetti di traduzione; per ogni settore, documento e combinazione linguistica il consulente linguistico deve prevedere un servizio di post-editing personalizzato; per garantire uniformità terminologica, coerenza stilistica e assoluta riservatezza dei dati è necessario:

  • scegliere il motore di Machine Translation adeguato (non tutti i software sono uguali),
  • conoscere come integrare la traduzione automatica e le memorie di traduzione del cliente,
  • analizzare nel dettaglio il tipo di testo sorgente, le sue caratteristiche e il modo in cui è stato redatto,
  • scegliere un post-editor specializzato che sia in grado di preparare il testo sorgente ed elaborare l’output rispettando la terminologia del cliente e del settore, controllare ortografia, grammatica e abbreviazioni della lingua di arrivo, conservare la formattazione del testo di partenza senza stravolgere del tutto l’output della traduzione automatica.


Se vuoi approfondire le potenzialità del nostro servizio di post-editing, scrivici: mail@traduzionistudiotre.it

Fonti citate:

* Machine Translation e traduzione brevettuale (D. Lombardini, F. Mana)
* Lingua controllata e traduzione (automatica) nella comunicazione tecnica (M. Wittkowsky)
* DIN EN ISO 18587. Una norma sul processo di post-editing (I. Wallberg)

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