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La Parola è un’Esperienza

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STUDIO TRE vi da il consueto Benvenuto e oggi, con il nostro Blog, speriamo di affascinarvi tanto quanto il luogo – e le parole – di cui vi parleremo: il Giappone.

Ōe Kenzaburō, premio Nobel per la letteratura nel 1994, descrisse il proprio paese con la parolaAimaina” che significa dai contorni sfumati, non netto, che lascia spazio all’interpretazione. La lingua e la cultura giapponese sono quindi strettamente correlate.

Le parole sono un mezzo per esprimere la complessità e la ricchezza del pensiero di chi le utilizza, ma l’interpretazione è tutto.

Il fascino di questa lingua è il dover capire il non-detto e leggere tra le righe ciò che l’interlocutore intende veramente dire, il che comporta una grandissima esperienza e un’ampia conoscenza per poter anche solo iniziare a sostenere una semplice conversazione.

Ci sono alcune parole che esprimono delle vere e proprie esperienze. Parole che non hanno traduzione. Parole che esistono solo in Giappone.

Vediamone alcune:

  • Komorebi : l ’effetto particolare della luce solare quando passa attraverso le sottili e leggere foglie degli alberi;
  • Shibumi: bellezza poco appariscente. Si tratta della grande raffinatezza che si nasconde dietro un aspetto ordinario e comune;
  • Aware: La sensazione dolceamara nel vivere un momento di grande bellezza, che si sa effimero e destinato ad esaurirsi velocemente;
  • Wabi-Sabi: Accettare serenamente il naturale ciclo di vita e morte, nella consapevolezza della transitorietà delle cose;
  • Hanami: La millenaria usanza giapponese di godere della bellezza della fioritura degli alberi, in particolare di quella dei ciliegi.

STUDIO TRE, consapevole del peso delle parole e di ciò che significano, ha sempre prediletto traduttori madrelingua perché…le parole contano!

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01 Mar, 19

 

 

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