Ci sono differenze tra i termini "traduzioni asseverate" e "traduzioni giurate"?
Traduzioni asseverate e traduzioni giurate vengono utilizzati quali sinonimi ma il termine legale corretto da utilizzarsi è traduzione asseverata. Spesso ci si riferisce a questa tipologia di traduzione anche con i termini traduzione giurata, traduzione legale asseverata e traduzione ufficiale.
In cosa consistono le "traduzioni asseverate"?
Le traduzioni asseverate sono traduzioni che hanno il valore e la veridicità del documento originale ed è accompagnata da un verbale di giuramento in cui il traduttore dichiara – davanti a un notaio o a un funzionario giudiziario – di assumersi legalmente la responsabilità di quanto tradotto.
Le traduzioni asseverate devono corrispondere fedelmente al documento sorgente e deve soddisfare i seguenti requisiti:
- non possono esserci omissioni o variazioni;
- qualora alcune parti del testo dovessero essere omesse è necessario inserire la dicitura [omissis];
- eventuali timbri, sigilli, loghi e filigrane devono essere tradotti o indicati con la dicitura “illeggibile”, se non comprensibili;
- se la lingua originale utilizza un alfabeto diverso è necessario verificare che nomi e toponimi nella traduzione rispettino la traslitterazione usata in altri documenti ufficiali in possesso della persona o dell’azienda.
Per quali documenti sono necessarie le traduzioni asseverate?
Le traduzioni asseverata sono necessarie per qualsiasi documento, destinato ad una autorità o ad un ente, che coinvolge soggetti di Paesi e lingue diverse come, ad esempio:
- atti e documenti legali;
- deleghe;
- procure;
- gare d’appalto e documentazione tecnica relativa;
- bilanci;
- certificati (nascita/morte, matrimonio/divorzio);
- patenti e passaporti;
- permessi di soggiorno;
- certificati di studio, pagelle e diplomi;
- referti medici;
- casellari giudiziari e carichi pendenti.
Chi può asseverare una traduzione?
L’asseverazione di una traduzione può essere fatto solo da traduttori/traduttrici iscritti/e all’albo Consulenti Tecnici del Tribunale (CTU) presso il Tribunale competente.
Che cos’è una “traduzione legalizzata”?
La traduzione legalizzata è uno step successivo ed ulteriormente validante dell’asseverazione e consiste nell’attestazione legale dell’Autorità che ha apposto la propria firma su un documento tradotto, nonché dell’autenticità della firma stessa. Si tratta quindi di un’ulteriore convalida della firma che serve a certificare la provenienza degli atti e la qualifica di chi li ha firmati.
In Italia, tale servizio spetta alla Prefettura o alla Procura della Repubblica, a seconda del tipo di documenti.
Cosa è una traduzione con apostille?
È il procedimento che viene applicato, quale alternativa alla legalizzazione, tra gli Stati aderenti alla Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961. Si tratta di una certificazione che conferma, attraverso l’apposizione di un timbro speciale, l’autenticità del documento e la qualità legale dell’Autorità che ha firmato il verbale al momento dell’asseverazione senza l’ulteriore passaggio con il Consolato competente.
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