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Itanglese o italiano? Il ritratto di una lingua in continua evoluzione

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Le parole della lingua italiana sono evocative e risuonano con la nostra storia. Così Annamaria Testa, in un TEDxtalk di qualche tempo fa, racconta il suo punto di vista sull’evoluzione della nostra lingua: con ironia ci descrive l’englishiano o l’itanglese, un’italiano contaminato sempre di più da termini inglesi.

Come ogni anno, nel suo 50° compleanno il dizionario Devoto-Oli scatta una fotografia dello status quo.

Il ritratto che emerge è quello di un italiano che muta rapidamente, assorbendo centinaia di termini da diverse lingue straniere da cui nascono numerosi neologismi: 1500 sono quelli introdotti solo nel 2017, molti dei quali sono inerenti al mondo della politica, dell’economia e del web. Alcuni esempi? Brexit, fake news,selfone, foreign fighter, stepchild adoption, dashboard.

Ma c’è anche chi l’italiano lo difende con passione e vorrebbe evitare una vera e propria “paralisi della lingua”: l’italianista Antonio Zoppetti – in un articolo del Corriere della Sera – ha sottolineato che “L’abuso di anglicismi, che non ha eguali nelle altre lingue europee, fa sì che rinunciamo a creare parole nuove nella nostra lingua…non la facciamo più crescere… usiamo termini inglesi anche quando la parola italiana c’è e, magari, è più sintetica. Quello che colpisce del fenomeno è la quantità degli anglicismi e la non ragionevolezza di usarne alcuni… ”.

E voi cosa ne pensate? Se volete approfondire il dibattito, potete leggere due interessanti articoli sulla nostra pagina Facebook e lasciarci la vostra opinione

La fotografia dell’italiano secondo il Devoto-Oli: http://bit.ly/devoto-oli

L’articolo di Antonio Zoppetti: http://bit.ly/itanglese

24 Ott, 17

 

 

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