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Dolcetto o scherzetto? Halloween tra tradizioni e curiosità

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Trick or Treat, Treat or Trick, Give me something good to eat!. Quante volte la sera del 31 ottobre hanno suonato al campanello di casa e abbiamo sentito la fatidica frase “Dolcetto o scherzetto?”. Un’usanza che ha origini lontane, quando, in occasione della festa di fine estate di Samhain, alcuni abitanti dei villaggi celti indossavano pelli di animali per simboleggiare gli spiriti e altri donavano loro cibo e vino.
Ma che cosa significa in realtà Halloween? Il nome sta per All Hallows’ Eve, versione inglese arcaica di All Saints’ Eve, cioè La Vigilia di Ognissanti, mutata poi in “All Hallows Even”, che nel 18esimo secolo si contrae in “Halloween”.
E curiose sono le tradizioni legate a questa festa. Per gli americani, alla vigilia di Halloween si può scoprire quanto tempo si vivrà: basta sbucciare una mela senza interrompersi e più lunga sarà la striscia di buccia, più lunga sarà la vita.
Gli scozzesi sostengono che, stendendo le lenzuola bagnate davanti al fuoco la sera del 31 ottobre, le ragazze possono vedere il volto del loro futuro marito.
Ad Hong Kong Halloween si chiama Yue Lan, ovvero “Festa dei morti affamati” e per placare la fame dei fantasmi, la tradizione vuole che si accendano fuochi e si offrano loro doni e cibo.
Ma c’è anche chi Halloween proprio non lo vuole festeggiare! Esiste infatti la “Samhainofobia” che – come spiega il divulgatore scientifico David DiSalvo – “Non è un semplice fastidio per la festa di Halloween ma una fobia clinicamente diagnosticata, come la coimetrofobia (paura dei cimiteri). Qualche volta si presenta associata ad altre fobie come la phasmofobia (paura dei fantasmi), la wiccafobia (paura delle streghe) e la nictofobia (la paura dell’oscurità notturna)”.

24 Ott, 17

 

 

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